Gyala riconosciuta Sample Vendor nel documento “Emerging Tech: AI in CPS Security” di Gartner Leggi

AI, Geopolitica e soluzioni di cybersecurity centralizzate: nuovi vettori del rischio

I nuovi vettori del rischio cyber secondo il World Economic Forum

Il 2026 si apre sotto il segno di una trasformazione profonda del panorama cyber.
Secondo il Global Cybersecurity Outlook 2026 del World Economic Forum, i rischi informatici non solo stanno crescendo: stanno accelerando; alimentati da nuovi vettori del rischio cyber: L’AI, l’attuale impostazione geopolitica e la crescente complessità delle supply chain. A questo si unisce l’utilizzo da parte delle aziende di vecchie soluzioni di cybersecurity centralizzate e troppo lente per la velocità con cui operano gli attaccanti.

Andare oltre le vecchie soluzioni di cybersecurity centralizzate:

Questo obbliga le aziende a ripensare l’intero paradigma di risposta, integrando tecnologie intelligenti, governance multilivello e collaborazione cross-settoriale. In primo piano, come elemento strutturale e non più accessorio, c’è la resilienza. Il fine è quello di assicurare non solo la protezione, ma anche la continuità operativa e la conseguente stabilità economica.

AI come acceleratore (e moltiplicatore) delle minacce

Il dato più emblematico che ravvisiamo nel report è che il 94% dei leader intervistati ritiene che l’AI sarà il principale driver di cambiamento nella cybersecurity nel 2026. E non in senso positivo.

Se da un lato l’AI offre strumenti straordinari per la rilevazione e la risposta alle minacce, dall’altro rappresenta una leva asimmetrica per gli attaccanti:

  • modelli generativi per il phishing avanzato,
  • strumenti di automazione per il malware adattivo,
  • attacchi mirati basati su profiling comportamentale.

A validare questo c’è l’87% degli intervistati che segnala un aumento delle vulnerabilità legate all’introduzione ed all’utilizzo dell’AI e dall’AI “agentica” all’interno delle aziende.

Geopolitica e poca fiducia nella capacità di risposta nazionale:

Le minacce evolvono e di contro la fiducia nella capacità di risposta nazionale diminuisce. Solo il 38% degli intervistati nordamericani ritiene il proprio paese preparato a difendere le infrastrutture critiche da attacchi cyber (dato in calo rispetto all’anno precedente).

E questo “Digital divide” geopolitico produce un effetto collaterale estremamente rilevante: la frammentazione degli standard e delle capacità di difesa. Inoltre il “Digital divide”  indebolisce le filiere globali e aumenta l’esposizione ai rischi.

Resilienza: dalla parola alla pratica

Come detto all’inizio, il report indica la resilienza cyber come essenziale attribuendogli non solo il profilo tecnico che tutti conosciamo ma anche una connotazione economica e sociale.

I settori sui quali le peculiarità tecniche hanno maggiore ricaduta:

  • automazione intelligente, per ridurre la dipendenza da operatori sovraccarichi;
  • Integrazione tra IT, OT e IoT, per proteggere le superfici di attacco reali;
  • governance distribuita, per garantire reazioni rapide anche in assenza di connettività.

Soluzioni di cybersecurity centralizzate VS Automated Cyber Resilience

Emerge chiaramente – nel report del World Economic Forum – che le soluzioni di sicurezza informatica tradizionali (centralizzate, lente, reattive) non sono più sufficienti. Inoltre si evidenzia che la risposta alla nuova frontiera degli attacchi cyber (automatizzati) deve quantomeno e come elemento essenziale, essere in real-time. 

Features necessarie delle soluzioni di sicurezza 

  • identificare anomalie anche senza firma o precedenti;
  • reagire autonomamente;
  • operare in ambienti segregati, air-gapped o legacy.

In cosa la soluzione di cybersecurity Agger fa la differenza?

Integrazione di AI, automazione e architettura unica

Piattaforme come AGGER, la soluzione di cybersecurity IT/OT di Gyala, fanno la differenza integrando AI, automazione della reaction e difesa IT/OT in un’unica architettura. Agger offre un modello di resilienza operativa, già adottato in ambiti come la sanità, l’industria, la finanza e la difesa. Agger è inoltre una soluzione di cybersecurity 100% Made in Italy, dato non poco rilevante in un contesto geopolitico dove la sovranità digitale è ulteriore garanzia di sicurezza dei dati.

La sfida non è solo tecnologica ma strategica secondo il World Economic Forum

Il 2026 non sarà un anno “ordinario” per la cybersecurity. Come sottolinea il World Economic Forum, “la sfida non è più solo tecnologica, ma strategica”.
Le organizzazioni che sapranno integrare resilienza operativa e collaborazione intersettoriale saranno quelle che garantiranno continuità e competitività. Realtà rese sicure grazie all’ automazione intelligente promuoveranno la fiducia in un ecosistema sempre più digitale e interdipendente.